La mia casa era quella dei nonni,
affacciata su un’aia di pietre,
a ridosso di una Pieve millenaria,
con la cucina pavimentata di lastre
dove si aprivano le porte di tante stanze.
I miei vestiti erano
un grembiulone a quadretti variopinti, d’estate,
ed una gonnella a pieghe azzurre, d’inverno.
I miei capelli erano
due code bionde più chiare del grano
legate sopra le orecchie
Fulgidi raggi di sole si infrangono
sui colli irti e verdeggianti.
Voli di uccelli quasi rasentano terra,
ali stanche tornano al proprio nido.
Colli svettanti di abeti,
camini fumanti di case di pietra,
voci di bimbi, carezze di mamme,
mormorio di ruscelli.
Ultimi tepori del giorno
ultime vanghe che affondano nella terra,
ultimi greggi che tornano all’ovile.
Tra poco sarà buio e la natura avvolta nell’oscurità.