Aiuto ! Aiuto ! Aiutoooooooooo!
Domani arrivano gli imbianchini !!!
Cominceranno dalla cucina e poi, via via, tutta la casa.
Ho deciso di fuggire in Mongolia.
Ti avviso per non farti stare in pensiero se non avrai mie notizie per un po'.
Non sono neanche sicura di poter sopravvivere ai lavori ed allo stress.
Essere buoni conviene.
E’ la rivoluzione. L’unica vera rivoluzione.
Un pensiero che, come una folgorazione si è materializzato in queste tre parole, sintesi delle mie riflessioni sulla qualità della vita e sulla qualità dei rapporti che regolano la convivenza civile.
Il cui significato non ha nessuna implicazione di carattere religioso, al contrario, è l’essenza della laicità e dell’egoismo umano.
Lontano
una notte,
sul monte,
solitario un pastore
cantare
a qualcuno
voleva,
ma in alto guardando
la luna e le stelle,
tremando,
un grido soltanto
ha levato.
Nessuno
è vicino.
Ogn’uomo, ogni donna,
ogni pianta,
per viver al mondo ha bisogno
di luce, calore,
da cieli lontani, da fuochi vicini.
Qualcosa di nuovo
che illumini, scaldi, alimenti.
Qualcosa di nuovo.
Qualcosa per vivere,
crescere, amare
qualcosa, qualcuno.
Qualcosa ch’è atteso ogni giorno,
qualcosa che manca,
si spera che giunga, che arrivi
improvviso, insperato.
Qualcosa di nuovo.
Qualcosa che cambi la vita,
Le stesse montagne di oggi che vedo,
m’appaion più alte di quelle d'ieri,
mi manca a salire la fede, il coraggio...
...e in fondo alla valle cammino.
Per gl’erti sentieri più alti segnati
il passo è più incerto, insicuro,
non regge, non dura l’impegno...
... e in fondo alla valle cammino.
Ad altri, riusciti a salire, più in alto,
affido il ricordo, il pensiero, il saluto
a audaci stambecchi, saltanti...
Andammini luntanu
francà mari è confini
è purtà li me passi
versu d’altri distini.
Ghjirà lu mondu sanu
è l’aghji cittadini.
Poi vultammini qui
à mezu à li me ghjenti
assuvà lu me versu
d’una passioni ardenti.
Fa ch’edd’ùn mori mai
a voce che tu senti.
Andarmene lontano
attraversare mari e confini
e portare i miei passi
verso altri destini.
Girare il mondo intero
e gli spazi cittadini.
Poi tornarmene qui
in mezzo alle mie genti
concimare la mia poesia
con le passioni ardenti.
Fare sì che non muoia mai
la voce che tu senti.
Antonio aveva un gallo, di nome era Romeo.
Cantava erto e fiero tra fave e peperon.
Poi c’eran tre galline dai nome altisonanti,
con l’uovo sempre pronto per sodo o zabaion.
Ma c’era gente in giro con fare assai sospetto,
vedevan Re Romeo già dentro il pentolon.
Romeo, capìta l’aria, ruppe testè gli indugi,
cercò altri rifugi per viver la pension.
“Un bambino sale sopra un albero e si sente grande, un uomo sale sopra un albero e si sente un bambino”
“Un bambino sale sopra un albero e si sente grande, un uomo sale sopra un albero e si sente un bambino”